Tra i giovani interessati ad incrociare la vita di Green Hub ci sono anche le coppie di sposi con figli piccoli, particolarmente portate alla condivisione di esperienze e percorsi da condividere in famiglia.

E la prima esperienza familiare è targata Drum Bun Family Cremona: drum bun non è solo “buon viaggio” in rumeno, ma anche il nome di un gruppo di giovani volontari cremonesi che da più di 15 anni si reca in Albania e Romania per esperienze di volontariato tra i bambini ed i ragazzi dei villaggi più svantaggiati.

La Drum Bun Family ha chiesto a Green Hub di poter vivere un Green Camp alla scoperta della terra calabra con approfondimenti sul tema della legalità, degli stili di vita e della religiosità popolare. Molti sono stati i momenti significativi dell’esperienza: dagli incontri con i testimoni, alle cooking class tenute nelle case di alcune famiglie fuscaldesi, che hanno svelato agli ospiti i segreti della cucina mediterranea, per non dimenticare le escursioni a Pizzo Calabro con lezione di creta per i più piccini e in barca per esplorare le bellezze dei fondali del Mar Tirreno.

Un programma denso, ma vissuto con grande entusiasmo a stupore: una nuova opportunità che si apre e che è già diventata uno spunto per altre famiglie giovani in cerca di opportunità di crescita ed arricchimento.

Ecco la testimonianza di Drum Bun Family

E’ iniziato un po’ per gioco e un po’ per sfida, durante le cene del gruppo di volontari Drum Bun. I giovani si rivolgevano a noi, diventati genitori da poco, e ci chiedevano quando avremmo ripreso il nostro impegno in Romania e Albania. “Presto” rispondevamo, ma dentro ci chiedevamo quando sarebbe arrivato quel momento. Davide Longhi ci racconta: “Dalla nascita di nostro figlio non è stato più possibile partire, ma il desiderio di riprendere questo tipo di esperienza con gli amici che in passato l’hanno fatta con noi, e che sono diventati anche loro famiglia, era forte”.

Crescendo il numero di nuclei composti da volontari, fatalmente il tema è ritornato più volte all’ ordine del giorno. Finalmente, insieme a Don Pier Codazzi, parroco del Maristella e riferimento del gruppo Drum Bun, si è iniziato a ragionare sulla fattibilità di una proposta di volontariato a misura di famiglia. Dopo aver scartato Albania e Romania, viaggi troppo impegnativi per bambini ancora piccoli, l’attenzione del gruppo si è focalizzato sulla Calabria. Infatti, grazie alla collaborazione tra la cooperativa Nazareth e la cooperativa Il Segno di Fuscaldo, è nata da qualche anno una proficua collaborazione nord-sud.

Dalle sei famiglie inizialmente coinvolte, si è giunti a un nucleo di tre, tutte con figli piccoli, con età compresi tra i 9 mesi e i 7 anni. Al momento della partenza c’ erano molte attese e qualche paura. Eleonora Rossi, sempre sorridente e positiva, si attendeva la possibilità di “incontrare persone che vivono, lavorano, sudano, soffrono e gioiscono in Calabria.”

E così è stato: le famiglie sono state accolte dalla gentilezza e dalla professionalità dei ragazzi del progetto Green Hub di Fuscaldo; insieme a loro hanno conosciuto non solo le fatiche della regione, a partire dalla ‘ndrangheta, ma sopratutto le inestimabili ricchezze: umane, spirituali, artistiche.

L’ esperienza è stata un successo, come traspare dalle parole di Davide Stoppini e Susanna Lanzi: “ogni aspettativa possibile è stata soddisfatta: non è mancato il riposo per il corpo e per lo spirito, abbiamo condiviso tanti momenti significativi e abbiamo sperimentato l’ accoglienza di un gruppo di persone che ci hanno dedicato attenzione fin da prima del nostro arrivo.”

E alla domanda finale, se c’ è l’ intenzione di tornare, qualcuno risponde che “potrebbe essere”, mentre altri affermano entusiasti: “siamo già là”.

Jad