Con le mani sporche di terra dalla testa tolgo la guerra

Sulla lavagna a muro di GreenHub, Claudio lascia questa frase. Claudio è un ragazzo di 27 anni che vive a Scarcelli. Tra i suoi mille interessi, lo appassiona stare nella terra. Ha un piccolo appezzamento che coltiva per la sua famiglia, tanta voglia di imparare e fare. Lavora stagionalmente presso la cooperativa “Il Segno”  e ha un sogno che ha condiviso insieme al team di GreenHub. Frequenta un sacco di incontri dedicati al mondo rurale e non solo. E’ un ricercatore curioso! Un attento osservatore; è  un creativo!

Lo incontriamo spesso e partecipa, nel suo tempo libero, alla raccolta dei  semi  suggerendo i contadini  da intervistare. Anche lui ci racconta di alcuni semi  che suo nonno ha tramandato alla sua famiglia. Oggi è lui a conservare le sementi tramandate nella sua famiglia e a scambiare semi con i vicini.

Seduti sulla panchina nel giardino del GreenHub, cominciamo a chiacchierare e  approfondiamo il significato di questo messaggio. Lo  lasciamo raccontare facendogli solo qualche domanda:

Com’ è nato questo interesse per l’agricoltura?

“Durante l’ adolescenza odiavo stare nella terra, ancora oggi ci penso!! Ma un giorno, quasi inconsapevolmente, ho ricominciato a riprendere contatto con la natura. Nessuno evento particolare mi ha convinto, ho iniziato a provare piacere nell’andare nell’orto dopo il lavoro. Mi sono reso conto che mi rilassava prendermi cura delle cose che piantavo. E’ ormai abitudine  trascorrere due orette alla sera  nell’orto della mia famiglia e, lavorando, comincio a sentire le energie che trasmette il contatto con  la terra; è troppo bello!!  Vedo crescere ciò che coltivo, lo mangio e sono fiero e soddisfatto di averlo fatto con le mie mani.  So quel che mangio!! Mi piace osservare tutto ciò che c’è intorno: insetti, uccelli,  erbe, tanti piccoli particolari che nella vita quotidiana si  perdono di vista. La pesantezza del lavoro nella terra viene colmata dalla leggerezza che sento trascorrendo del tempo a contatto con la natura.  Ha rafforzato questa mia passione il lavorare stagionalmente in cooperativa. Metto in pratica ciò che so e man mano apprendo lavorando insieme agli altri. “

Cosa ci dici della rima che  hai lasciato in GreenHub?

Dico  che nella vita ci sono tanti problemi ma nel momento in cui sto nella terra, stacco la spina e pur lavorando non sento la fatica.  Provo benessere!! Penso sia qualcosa di spirituale; nell’indole umana c’è qualcosa che  riporta alla terra! Prendo contatto con le piccole cose. Mi riconnetto con le energie della natura. E’ una  soddisfazione non monetaria ma spirituale che nasce dalle cose che faccio. Trovo la felicità nelle piccole cose: i paesaggi, il mare, la montagna, il cielo, i tramonti… quello che mi circonda!!

Rispetto alle “idee in cantiere” nella tua testa… come nascono queste idee?

“Mi ispira l’amore per il mio Paese. Ho ricevuto  proposte di lavoro al nord  ma sono legato alla mia terra. Per me i soldi hanno  un altro valore,  mi accontento di quel poco ma  penso che il mio guadagno sia  altro, non quantificabile. Vedo intorno a me cose troppo belle, cose perse, lasciate andare, statiche, quindi mi piacerebbe rivitalizzare tutte le cose intorno che non vanno. Trovo ispirazione in questo!! E’ come quando viaggi e conosci un altro posto, cerchi ciò che appartiene a quel posto che lo identifica ed io osservo il mio posto con l’occhio di un viaggiatore cercando di vedere ciò che lo caratterizza”.

E in merito all’idea che hai condiviso in Greenhub, come la immagini e cosa ti preoccupa?

“La vedo già  realizzata!! Sulla burocrazia ho qualche titubanza ma può essere superata, sono positivo! Alcune volte mi scoraggio perché trovo  ostacoli e molte persone intorno cercano di scoraggiarmi. E’ questione di mentalità, molti hanno perso i  veri valori nel tempo, l’industrializzazione ha influito su questo modo di pensare. Molti pensano al posto fisso come unico obiettivo ma non è più così. Io non aspiro a questo. L’arma per non farmi scoraggiare è farmi scivolare le cose addosso!! Continuo per la mia strada. Molti non ci credono!! Tuttavia, quando vado in giro per la Calabria incontro tante realtà che mi permettono di conoscere persone, creare connessioni e vedere che qualcosa accade anche da noi. Ci sono tanti che si danno da fare!! Fortunatamente, anche al sud c’è  ormai tanta gente che comincia ad avere un occhio diverso e  a mettere in pratica le idee in modo nuovo.”

Ai giovani che hanno perso fiducia, cosa consiglieresti?

“Risbigliatevi” ( “in dialetto il messaggio rende meglio”! Risvegliatevi!). Cercate interessi, non fossilizzatevi sugli standard e sulla routine. Non state fermi e passivi!! Le opportunità ci sono.  Non pensate solo a quanto guadagnerete, oggi – domani – dopodomani, cercate di concentrarvi sulla convivialità dei momenti, il valore aggiunto nel vivere le cose insieme agli altri. Non fermatevi a ciò che sentite dire in base ad esperienze altrui ma fate  la vostra esperienza!! Siamo fortunati a vivere in questo posto e molti vorrebbero tornare a casa. Se ci mobilitiamo ricreando le attività di un tempo, riattivando lavori e tradizioni di una volta e  cerchiamo di farlo al passo con i tempi allora è possibile che qualcosa cambi.”

Come possiamo fare per coinvolgere questi giovani ed attivarli?

“Bisogna aggregare i giovani e trovare la strategia giusta per farlo, organizzare delle cose insieme a loro. Renderli partecipi!! Cercare piccole cose che li appassionano e  praticarle insieme in un luogo che li fa sentire liberi e coinvolti”.