Non è un’utopia ma l’esperienza di persone – giovani, anziani, famiglie – che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. L’essenza del COHOUSING sta proprio nella volontà del gruppo (cohousers) di scegliersi (vicinato elettivo) e avviare una progettazione e gestione partecipata, condivisa, consapevole, solidale e sostenibile che darà vita ad una nuova “comunità” capace di affrontare insieme le sfide socio-ambientali del nostro tempo.

Queste comunità combinano i vantaggi tradizionali dell’autonomia dell’abitazione privata con la co-gestione di spazi, valori, tempi, oggetti e servizi favorendo in questo modo il risparmio economico ed energetico, la condivisione di servizi (ad esempio il car sharing), ma soprattutto agevolando lo sviluppo di reti di socialità e di supporto. Il cohousing ha molteplici sfaccettature; non c’è un modello prestabilito perché frutto di esperienze eterogenee, riconducibili alla cultura dell’uomo, alle relazioni che si instaurano, alle aspettative di relazione e di risposta ai bisogni materiali.

Un anticipazione di questo modello abitativo, è rintracciabile nei modelli messi in atto in Inghilterra e in Francia nell’800: famosi sono “The Parallelogram” di Owen, il Falansterio di Fourier e il Familisterio di Godin. Da queste esperienze nasce in Scandinavia negli anni ’60 il cohousing, oggi molto diffuso in Canada, Stati Uniti, Giappone, Australia, in Europa e da qualche anno ha fatto la sua comparsa anche in Italia.

Nel nostro Paese il cohousing nasce e si sviluppa facendo riferimento all’aspetto della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Questo stile di vita è finalizzato al recupero della socialità e al mutuo aiuto tra vicini di casa, alla riduzione della complessità, dello stress e dei costi della vita quotidianità creando uno stile umano e sostenibile.

Avete mai pensato di provare a fare questo tipo di esperienza? Se si raccontatecela a info@thegreenhub.it

Noi vi inviamo a farlo e cercare l’esperienza di cohousing che più ti rappresenta.