Tenendo conto di alcuni dati come quello Coldiretti/Ixè, dove il 54% dei giovani oggi preferisce avviare un agriturismo che lavorare in multinazionali, oppure l’aumento delle iscrizioni alla facoltà di Agraria e ancora la nascita di un numero considerevole di imprese in ambito agricolo, appare chiara la volontà dei giovani di avviare un’attività legata alla terra. Esistono tanti buoni motivi per lavorare con l’agricoltura, uno di questi, a mio avviso, è sicuramente l’opportunità di esprimere al meglio le proprie idee, e poi di vivere un’esperienza di crescita culturale trasversalmente collegata ad un benessere economico e fisico.

Se pensiamo a qualche anno fà, sembra quasi irreale il cambiamento che ha subìto l’idea di lavorare con l’agricoltura: passando da un concetto di estrema arretratezza ad una materia così culturalmente avanzata e sempre in fase di innovazione e sviluppo. Siamo arrivati a parlare di agricoltura sociale, degli effetti che questo lavoro può avere sull’economia del paese, abbiamo accostato una tecnica così tradizionalmente manuale alla tecnologia, e ancora ci siamo accorti degli effetti rigenerativi che può avere su corpo e mente. Insomma, una vera e propria rivoluzione per il nostro paese.

5 buoni motivi per lavorare con l’agricoltura

Considerando questi diversi aspetti, ho voluto mettere in evidenza 5 punti fondamentali che, secondo me, sintetizzano i buoni motivi per lavorare con l’agricoltura:

1. Coltivare il terreno di famiglia lasciato incolto da tempo.

C’è chi non vuole perdere un patrimonio come quello di un terremo, e decide quindi di intraprendere l’attività agricola. Un passo veramente importante non solo per una realizzazione personale, ma anche per tanti giovani in cerca di lavoro che possono trovare un’occupazione grazie a questo tipo di scelta.

2. Trovare un’occupazione.

Si sa, il nostro paese sta vivendo un momento di depressione per quanto riguarda l’occupazione, e tra le persone in cerca di lavoro, c’è chi non spreca l’occasione di reinventarsi, sporcarsi le mani di terra e ancorarsi ai campi.

3. Mollare la scrivania e cambiare vita.

Sono numerosi i ragazzi che hanno deciso di lasciarsi alle spalle la comoda scrivania e il computer per lanciarsi nell’agricoltura. Parlo di ingegneri, geometri, esperti di comunicazione e tanti altri, che hanno riscoperto la manualità e sono felici della propria scelta, quella scelta di rimboccarsi le maniche e vedere realizzati i proprio sforzi grazie al lavoro umano e non digitale.

4. Migliorare lo stato di salute fisico e mentale.

È il caso dell’agricoltura sociale, che intende favorire l’inserimento di soggetti svantaggiati nei campi (come terapia), e nel contempo produrre beni. Ma la terra non è solo una terapia per soggetti svantaggiati, bensì un toccasana per il benessere e la salute di tutti, non a caso studi medici ci mettono a conoscenza dei numerosi effetti positivi che il contatto con la terra ha sul corpo e sulla mente.

5. Sperimentare e innovarsi.

Chi ha già avviato la sua impresa agricola e intende migliorarsi testando nuovi sistemi. Molti hanno deciso di direzionarsi sulla sicurezza alimentare sperimentando il metodo dell’agricoltura biologica, altri hanno scelto di accostare la produzione agricola alla tecnologia: dall’utilizzo dei droni fino alle app per gli allevamenti; e tutti gli altri strumenti web che fanno di un coltivatore, un innovatore 2.0. Se parliamo di innovazione nell’ambito della’agricoltura non possiamo non parlare degli hub, nuovi laboratori che collegano idee, tecnologie, progetti e persone che vivono quotidianamente nei campi.