Per lavorare la terra, oggi, è essenziale utilizzare la creatività! Suonerà, forse, strano associare questo sostantivo all’idea di fare impresa agricola eppure è anche grazie alla creatività di alcuni “imprenditori innovatori” che negli ultimi anni si è diffuso un nuovo modello di sviluppo con un forte valore etico e civile. Si è diffuso il termine “agricoltura sociale”. Tuttavia, non è una scienza, non si studia sui libri e non c’è una definizione teorica unanime di tale pratica proprio perché è frutto delle tante esperienze diffuse, negli ultimi anni in tutta Europa.

D’altronde l’agricoltura da sempre svolge una funzione sociale rintracciabile in quei valori di reciprocità, gratuità e mutuo aiuto che, dai tempi antichi, contraddistinguono le campagne. Quanto detto ci fa capire che non è una pratica innovativa dell’era web 2.0 ma è, piuttosto, una pratica di tradizione innovativa in quanto le aziende agricole o le cooperative sociali agricole utilizzano le proprie risorse per facilitare percorsi d’inclusione sociale di soggetti più vulnerabili della società e/o a rischio di marginalizzazione.

I soggetti destinatari degli interventi possono essere i portatori di handicap, i soggetti con svantaggi, le scolaresche, gli anziani, i giovani e più in generale il territorio. L’obiettivo di coloro che si approcciano a fare esperienza di agricoltura sociale è quello di raggiungere una sostenibilità economica ma è soprattutto quello di rispondete ai bisogni del territorio, cioè di mettere le persone nelle condizioni di stare bene o di stare meglio di prima.

L’Agricoltura Sociale…

…è un modello utile perché recupera il senso di responsabilità connesso all’attività dell’esperienza contadina ed offre un prodotto con un chiaro connotato etico e sociale.

L’Agricoltura Sociale è utile perché nel fornire luoghi e contesti di inclusione sociale, di riabilitazione e cura offre servizi di Welfare che lo Stato ha difficoltà a proporre.

L’Agricoltura Sociale descrive un nuovo modo di concepire la competitività perché restituisce alle aziende (che hanno inserito nel loro contesto operativo servizi e attività sociali) la possibilità di riagganciarsi ai territori e al tessuto sociale creando nuova imprenditorialità.
L’agricoltura sociale rappresenta un nuovo modo di fare economia e società.